Il Premio

Fondato nel 1948 nella frazione di Pozzale, per comune volontà di operai, contadini e intellettuali di ricostruire il tessuto morale, civile e culturale dalle macerie della guerra, il Premio Letterario ha potuto avvalersi negli anni del sostegno e della partecipazione di personalità di primo piano del contesto contemporaneo.

Della giuria hanno fatto parte Luigi Russo a cui, per l'assiduità e l'affetto, è stato successivamente intitolato il Premio, Sibilla Aleramo, Romano Bilenchi, Cesare Luporini, don Ernesto Balducci, Mario Soldati, Cesare Garboli, Adriano Prosperi, contribuendo a determinarne la storia e gli orientamenti.

Le opere in concorso sono selezionate annualmente dalla giuria, secondo un bando.

Il Premio è affiancato da una serie di iniziative collaterali, promosse dal comitato organizzatore.

Per conoscere le iniziative collaterali in tutte le edizioni del Premio: edizioni precedenti.

Il Premio nasce nel 1948 per volontà della sezione del partito Comunista di Pozzale (frazione di Empoli), nell'ambito della festa della stampa comunista.

In questa sezione puoi trovare informazioni dal 1948 ad oggi su:

  • Giuria;
  • Comitato Organizzatore;
  • Manifestazioni Collaterali;
  • Opere e Autori.

Tutti le opere premiate dal 1948 ad oggi.

Gli autori del Premio Pozzale dalla A alla Z.

  • Chi siamo
  • Cosa facciamo
  • Le iniziative collaterali

Comunicati stampa relativi alle varie edizione del Premio Pozzale Luigi Russo.

 


Adriano Prosperi
presidente

Della giuria hanno fatto parte nelle diverse edizioni, personalità di spicco del panorama della cultura contemporanea. Tra questi ricordiamo Luigi Russo a cui, per l'assiduità e l'affetto, è stato successivamente intitolato il Premio, Sibilla Aleramo, Romano Bilenchi, Cesare Luporini, don Ernesto Balducci, Mario Soldati, Cesare Garboli, Adriano Prosperi.

Per conoscere la giuria in tutte le edizioni del Premio: edizioni precedenti.

Compito della giuria è selezionare le opere da invitare al concorso. Tra queste poi la giuria individuerà quelle che saranno vincitrici, secondo le finalità dello Statuto del Premio e in base ad un bando che viene pubblicato annualmente.

Ogni giurato può indicare fino a tre opere, tra quelle pubblicate dalla primavera dell’anno precedente a quella dell’anno in corso.
L'ammontare del Premio è di € 7.500 che la Giuria può ripartire secondo i criteri ritenuti opportuni, più in linea con la storia, le finalità del Premio caratterizzato fin dalle origini per una forte attenzione all’impegno civile.


Roberto Barzanti


Remo Bodei


Laura Desideri


Giuliano Campioni


Giacomo Magrini


Cristina Nesi


Marco Revelli


Biancamaria Scarcia


Gustavo Zagrebelsky


Giuseppe Faso
segretario
 

‘Pozzale Luigi Russo’, meno di un mese alla consegna del premio letterario

Sono 28 le opere in concorso. La cerimonia di consegna giovedì 14 luglio.

Giuria e Comitato del Premio Letterario Pozzale Luigi Russo al lavoro in vista dell’assegnazione della 64a edizione di uno dei riconoscimenti più ambiti nel panorama italiano. La consegna avverrà la sera di giovedì 14 luglio, e come sempre sarà uno degli eventi più attesi dell’estate a Empoli. A partire dalle 21.30 il Chiostro degli Agostiniani ospiterà i vincitori di questa edizione. Intanto sono stati resi noti i titoli di libri in concorso: si tratta di volumi di narrativa e saggistica segnalati dalla prestigiosa giuria è scelti tra le opere pubblicate dal 1° aprile 2015 al 31 marzo 2016


In evidenza

Paolo Maurensig, Teoria delle ombre
Adelphi 2016

Il romanzo inizia con una visione quasi metafisica del protagonista, solo, in un albergo ed in una Estoril deserti. E’ Alexandre Alekhine, campione del mondo di scacchi, fuggito dall'Unione Sovietica. Sul suo nome grava un’infamante accusa di frequentazioni naziste e antisemite, un passato da collaborazionista, giudicato dai sovietici un traditore della patria, noto per i suoi ripetuti matrimoni con donne ricche e anziane, i suoi eccessi alcolici. Alekhine muore il 24 marzo 1946, alla vigilia di un incontro per il titolo mondiale contro l'esponente di punta della nuova scuola sovietica. L’esame autoptico certificò che il decesso era avvenuto per asfissia, e che questa era stata provocata da un pezzo di carne conficcatosi nella laringe. La stampa pubblicò la versione ufficiale del decesso accidentale e il caso fu rapidamente archiviato. Da allora, però, sulle cause di quella morte si sono moltiplicati sospetti e illazioni. Qualcuno ha insinuato che le foto del cadavere facevano pensare a un’astuta regia; qualcun altro si è chiesto come mai Alekhine stesse cenando nella sua stanza indossando un pesante cappotto. Paolo Maurensig ci guida alla ricerca di una possibile verità sulla vicenda, indugiando da esperto e appassionato nell’affascinante mondo degli scacchi.

Opere selezionate nell'Edizione 2016

Corpo e animaLuigi Manconi
Corpo e anima
Minimum fax 2016
La scuola cattolicaEdoardo Albinati
La scuola cattolica
Rizzoli, 2016
Primo Levi di fronte e di profiloMarco Belpoliti
Primo Levi di fronte e di profilo
Guanda 2015
Il califfato e l'EuropaFranco Cardini
Il califfato e l'Europa
De Agostini, 2016
Romanzi, cronache e raccontiGianni Celati
Romanzi, cronache e racconti
Mondadori, 2016
Studi d’affezione per amici e altriGianni Celati
Studi d’affezione per amici e altri
Quodlibet, 2016

Recensione
Alle origini della Comune di ParigiEnzo Cervelli
Alle origini della Comune di Parigi
Viella, 2015
Gli ultimi libertiniBenedetta Craveri
Gli ultimi libertini
Adelphi 2016

Recensione
Lo scambio. Come Gramsci non fu liberatoGiorgio Fabre
Lo scambio. Come Gramsci non fu liberato
Sellerio, 2015

Recensione
Fine pena: oraElvio Fassone
Fine pena: ora
Sellerio, 2015

Recensione
Un anno qualunque. Pensieri, persone, circostanze. 1965Franco Ferrarotti
Un anno qualunque. Pensieri, persone, circostanze. 1965
Guida editori, 2015
Rotta di collisione. Euro contro welfare?Maurizio Ferrera
Rotta di collisione. Euro contro welfare?
Laterza, 2016

Recensione
L'uomo del futuroEraldo Affinati
L'uomo del futuro
Mondadori 2016

Recensione
La rancuraRomano Luperini
La rancura
Mondadori, 2016

Recensione
Letteratura come storiografia? Mappe e figure della mutazione italianaEmanuele Zinato
Letteratura come storiografia? Mappe e figure della mutazione italiana
Quodlibet 2015
Il mondo sia lodatoFranco Marcoaldi
Il mondo sia lodato
Einaudi 2015

Recensione
I nomi che diamo alle coseBeatrice Masini
I nomi che diamo alle cose
Bompiani, 2016
Teoria delle ombrePaolo Maurensig
Teoria delle ombre
Adelphi 2016

Recensione
Il cinghiale che uccise Liberty ValanceGiordano Meacci
Il cinghiale che uccise Liberty Valance
Minimum Fax, 2016

Recensione
ChirùMichela Murgia
Chirù
Einaudi 2015
Al giardino ancora non l'ho dettoPia Pera
Al giardino ancora non l'ho detto
Ponte alle Grazie, 2016
Il ciclopePaolo Rumiz
Il ciclope
Feltrinelli, 2015

Recensione
Il tempo migliore della nostra vitaAntonio Scurati
Il tempo migliore della nostra vita
Bompiani, 2015

Recensione
EclissiEzio Sinigaglia
Eclissi
Nutrimenti, 2016
L'uomo al muroAlessandro Tamburini
L'uomo al muro
Italic Pequod, 2016
Il popolo di legnoEmanuele Trevi
Il popolo di legno
Einaudi, 2015
La prima veritàSimona Vinci
La prima verità
Einaudi, 2016

Recensione
La frontieraAlessandro Leogrande
La frontiera
Feltrinelli, 2015

Recensione

Il Premio è stato assegnato giovedi` 16 luglio 2015 alle 21.30 nel Chiostro degli Agostiniani, in via dei Neri 15 a Empoli.

Nel ‘Chiostro’ degli Agostiniani, nel cuore della cultura di Empoli, giovedì 16 luglio 2015, si respiravano le radici, i valori e la storia di una comunità, quella empolese che, dal 1948, per 63 edizioni, non manca di riunirsi, partecipare e vivere la cerimonia di assegnazione del premio letterario ‘Pozzale - Luigi Russo’. Un evento che richiama l’attenzione di molti, amanti della lettura ma anche appassionati di un premio che è uno dei simboli di Empoli, il massimo riconoscimento culturale della città.

La consegna è avvenuta da parte della giuria, del comitato organizzatore e dell’amministrazione comunale che si impegna affinché il ‘Pozzale’ sia un momento di identificazione e torni a essere sempre più un evento di condivisione della cultura per tutti i cittadini.

Anche in questa edizione sono stati tre i vincitori: Giulio Angioni, autore del libro ‘Sulla faccia della terra’; Giovanni De Luna, con ‘La Resistenza perfetta’; e Andrea Nicolotti con lo studio ‘Sindone. Storie e leggende di una reliquia controversa’.

A consegnare le targhe il sindaco di Empoli Brenda Barnini, il vice sindaco Franco Mori e l’assessore alla cultura Eleonora Caponi, insieme ai relatori per la giuria Adriano Prosperi, Cristina Nesi e Laura Desideri, e inoltre, come rappresentanti del comitato organizzatore, ad Alice Pistolesi, Matteo Bensi e Andrea Campigli.

La serata, presentata dal capo ufficio stampa del Comune di Empoli, Giacomo Cioni, è stata aperta da i Vincanto e dal brano ‘30 giorni di nave a vapore’, dedicato al viaggio di tanti migranti italiani verso l’America.

Leggi il comunicato stampa sulla serata della premiazione.

Le foto della premiazione


I LIBRI e gli AUTORI premiati

‘La Resistenza perfetta’ (Feltrinelli)
Nel settantesimo anniversario della Liberazione, Giovanni De Luna ha voluto mettere di nuovo a punto un’immagine della Resistenza che si stava offuscando. Con grande efficacia, De Luna ha scelto una storia, un luogo, alcuni personaggi: un castello in Piemonte, una famiglia nobile che decide di aiutare i partigiani, la figlia più giovane, Leletta d’Isola, che annota sul suo diario quei mesi terribili ma anche meravigliosi in cui comunisti e monarchici, aristocratici e contadini, ragazzi alle prime armi e ufficiali dell’ex esercito regio lottarono, morirono, uccisero per salvare la loro patria, la loro libertà, il futuro di una nazione intera. Giovanni De luna ha tentato una via diversa per fare storia e per comunicare anche con chi non è abituato a maneggiare testi accademici. Un saggio che si può leggere come un testo narrativo.
La motivazione della giuria

GIOVANNI DE LUNA

E’ stato professore di Storia contemporanea all’Università di Torino.

Storico, scrittore, studioso dell'antifascismo e dei sistemi politici del '900. Avverso ai revisionisti che abusano pubblicamente della storia per cancellare la Resistenza dal paradigma di fondazione della Repubblica, legittimando famiglie politiche e culturali del tutto estranee all'antifascismo. Collabora come autore con Rai Storia e scrive su La Stampa.

‘Sulla faccia della terra’ (Il Maestrale – Feltrinelli)
Una notte di luglio del 1258, Mannai Murenu, giovane garzone di vinaio, si ritrova morto e sepolto nella presa e distruzione della città di Santa Gia da parte dei pisani. Settant’anni dopo invece racconta di come si salva e poi con altri si rifugia in un’isoletta dello Stagno di Cagliari, già lebbrosario e adesso sgombra, dopo che i lebbrosi sono stati catapultati a infettare la città assediata. Inizia così la narrazione delle molte avventure di un gruppo di rifugiati nell’Isola Nostra: oltre a Mannai, due sediari, Paulinu servo allo scriptorium di un convento, Vera donzella nobile, Akì schiava persiana, il vecchio ebreo Baruch, tre soldati tedeschi di ventura, Tidoreddu pescatore dello Stagno, il cane Dolceacqua, poi il fabbro bizantino Teraponto e altri fino a oltre un centinaio. Nei guai della guerra si fingono lebbrosi, così protetti dal terrore del contagio. Inventano una vita di espedienti, protagonisti lo Stagno e la voglia di viverci liberi, in una grande avventura collettiva.
La motivazione della giuria

GIULIO ANGIONI

Giulio Angioni, cagliaritano. Scrittore e antropologo. E’ stato ordinario di Antropologia Culturale nell’Università di Cagliari dal 1981 e direttore dell'Istituto di Discipline Socio‑antropologiche della stessa università. Dal 1992 presiede la Società degli Europeanisti di Bruxelles. Angioni è fra i principali protagonisti e uno degli iniziatori della nuova stagione di letteratura sarda.

‘Sindone. Storie e leggende di una reliquia controversa’ (Einaudi)

Questo libro traccia una storia delle stoffe sepolcrali di Gesú, con particolare attenzione per quella oggi conservata a Torino. Il punto di partenza per ricostruire l'ambiente nel quale è nato e si è diffuso il culto per le diverse sindoni è il racconto fornito dai Vangeli. Procedendo lungo i secoli, dal Tardoantico al Medioevo, si nota un interesse sempre crescente e diffuso per la ricerca e il possesso di reliquie della passione e morte di Gesú, il cui numero aumenta esponenzialmente: una di queste è la Sindone di Torino, che avrà maggior fortuna rispetto a tutte le altre. La storia nota della reliquia torinese muove i primi passi nel Medioevo, quando compare in un villaggio della Francia, per poi spostarsi a Chambéry, nel cuore della Savoia, e infine a Torino, nuova capitale del ducato sabaudo e poi del regno d'Italia. È una storia a tratti avventurosa, spesso poco conosciuta e non di rado mal raccontata, fatta di episodi che la storiografia sabauda e quella ecclesiastica hanno tentato di addomesticare. È una storia che coinvolge personaggi di primo piano della nobiltà, della politica, della Chiesa e della scienza. Nell'ultima parte del libro, che riguarda il secolo XX e il XXI, la storia della Sindone si intreccia con la storia degli studi scientifici, dalle prime fotografie passando per la datazione radiocarbonica, fino ai giorni nostri. Molto spazio è dedicato a smantellare ipotesi storiografiche che non reggono alla prova della critica, allo spinoso problema dell'autenticità della reliquia e al difficile rapporto fra storia, fede e scienza.
La motivazione della giuria

ANDREA NICOLOTTI

E’ stato assegnista di ricerca in Storia del Cristianesimo presso il Dipartimento di Studi Storici dell'Università di Torino, ora collabora con l’Università di Catania. Si occupa di cristianesimo antico, storia della liturgia e del culto delle reliquie. Ha fondato e dirige il sito www.christianismus.it dedicato alla divulgazione della storia del cristianesimo antico.


Dal Premio Pozzale la solidarietà di Empoli a Lampedusa per l’accoglienza dei profughi

Nel corso della serata della LXIII edizione del Premio Letterario Pozzale Luigi Russo, giovedì 16 luglio 2015, al Chiostro degli Agostiniani, si è assistito alla consegna virtuale di un premio speciale al Comune di Lampedusa e Linosa, meta dei ‘viaggi della speranza’ per migliaia di profughi. Una menzione particolare per la quale è stato approntato un collegamento video con il vicesindaco Massimiliano Sferlazzo, presente a nome del sindaco Giusi Nicolini e di tutta la popolazione isolana.

«Quest’anno al nostro Premio letterario abbiamo aggiunto qualcosa in più – ha detto il sindaco di Empoli, Brenda Barnini, rivolgendosi al collega di Lampedusa in collegamento skype - perché da sindaco cerco di capire gli sforzi che fate ogni giorno, l’impegno quotidiano che mettete da sempre per accogliere, difendere, aiutare quelle persone. La nostra città, quel poco che può fare, lo sta facendo – ha proseguito Barnini -. Fin da subito abbiamo dato la nostra disponibilità ad accogliere, mettendo in campo le nostre forze. Grazie e sappiate che dalla Toscana e da Empoli siamo con voi».

Questo un passo della motivazione letta da Giuseppe Faso, storico segretario della giuria del ‘Pozzale’: «…Insieme all’amministrazione comunale che guida e alla popolazione di Lampedusa, Giusi Nicolini ha rifiutato di considerare normale la continua tragedia dei morti in mare, indicando nelle politiche europee sull’immigrazione enel pervertimento della tradizione e delle norme di accoglienza dei richiedenti asilo i responsabili primi di queste morti e sofferenze.

Pur dovendo vivere e governare una comunità su cui le scelte dei governi europei hanno rovesciato disagi estremi e difficoltà drammatiche, ha, insieme ai suoi concittadini, trasformato l’abbandono inassunzione di responsabilità,mostrandoci che l’emergenza non esiste, e che essa può solo essere il prodotto della incapacità a governare…».

«Ho ascoltato interventi toccanti e sentire che ci sono Comuni che pensano a noi, a quello che ogni giorno facciamo, è commovente – con queste parole di Massimiliano Sferlazzo si è aperto il collegamento da Lampedusa -. Voi, nel contesto culturale di un premio letterario, avete pensato a noi. Non è poco. E’ un ventennio che Lampedusa fa i conti con il passaggio di tanti uomini, donne, bambini. Non si tratta solo di clandestini. Il 90% sono profughi. Esseri umani che scappano per paura di restare nel loro paese, perché non riconoscono nel loro paese i minimi termini di una democrazia. Nel dna dei pescatori di Lampedusa c’è l’accoglienza. Un uomo in mare va salvato, a prescindere. In Italia ci sono Comuni come Empoli che ci fanno sentire meno soli in questa infinita emergenza umana. Siamo una ‘zattera’ in mezzo al mare per chi arriva con i barconi dall’Africa, ma siamo anche una splendida località turistica. Queste due realtà riescono a convivere benissimo grazie a una organizzazione oleata. Per capire cosa stiamo vivendo dovete venire a Lampedusa e questo è l’invito che rivolgo a voi. Venite sulla nostra isola, vi accoglieremo a braccia aperte, come facciamo con tutti».

Un momento toccante e un’occasione per stringere rapporti istituzionali fra i due Comuni: sarà inviata da Empoli una cifra simbolica da utilizzare per progetti specifici di accoglienza da parte della amministrazione siciliana.

Ecco la motivazione integrale per la menzione speciale che ha riguardato l’impegno del sindaco Giusi Nicolini e di tutti i suoi concittadini di Lampedusa.

‘La Giuria del Premio Pozzale Luigi Russo, sostenuta dalla generosa disponibilità dell’Amministrazione Comunale di #Empoli, attribuisce un Premio Speciale a Giusi Nicolini Sindaco di Lampedusa e Linosa.

Insieme all’amministrazione comunale che guida e alla popolazione di Lampedusa, Giusi Nicolini ha rifiutato di considerare normale la continua tragedia dei morti in mare, indicando nelle politiche europee sull’immigrazione e nel pervertimento della tradizione e delle norme di accoglienza dei richiedenti asilo i responsabili primi di queste morti e sofferenze.

Pur dovendo vivere e governare una comunità su cui le scelte dei governi europei hanno rovesciato disagi estremi e difficoltà drammatiche, ha, insieme ai suoi concittadini, trasformato l’abbandono in assunzione di responsabilità, mostrandoci che l’emergenza non esiste, e che essa può solo essere il prodotto della incapacità a governare.

Mentre invitava al riconoscimento degli enormi meriti degli uomini della Marina Militare che si sono prodigati, prima di tutto per una norma della gente di mare che da secoli si rivela superiore alla pusillanimità di tante direttive, al salvataggio delle vite in pericolo, ha opposto alla militarizzazione dell’intervento la responsabilità civile dell’accoglienza.

Ci ha richiamato, con il coraggio delle azioni e la nettezza delle parole, a nuovi e concreti doveri, capaci di scardinare il viluppo di cinismo e indifferenza che mortifica i nostri ideali civili, sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana.

Ha restituito dignità ai vivi e ai morti che, spinti da guerre, catastrofi ecologiche ed economiche, sofferenze, hanno scommesso sull’Italia e l’Europa come terre del riscatto e della salvezza, e sono stati invece ripagati con indifferenza e cinismo; e ci ha ricordato che essi sono prima di tutto portatori di diritti, e perciò mandati a proporre un rinnovamento e una reinvenzione dei diritti e della dignità di tutti: anche di coloro che non li sanno accogliere’.

Le foto del collegamento


LE MOSTRE COLLATERALI

Quest’anno, il comitato ha organizzato una serie di iniziative collaterali tra cui recensioni originali dei libri in concorso da condividere sui social network e una mostra di libri “Premiati dal Pozzale . Libri vincitori del premio pozzale nelle edizioni dal 1948 al 2014” nel Chiostro degli Agostiniani.

I libri che hanno fatto la storia del Premio hanno composto una galleria che racconta molto del contesto sociale in cui sono stati concepiti: le lotte e i contrasti del nostro Paese dall’immediato dopoguerra, attraverso gli anni di piombo, gli anni ’80 e ’90 e fino all’attuale panorama. Ne è scaturito uno specchio dei dibattiti che hanno inciso nel vivo il tessuto della società civile e un'interessante proposta di ri-lettura di quanto abbiamo vissuto noi stessi e le generazioni che ci hanno preceduto.

La storia delle edizioni del Premio (opere vincitrici, giuria, comitato organizzatore, iniziative collaterali) è stata illustrata in una esposizione dal titolo “La linea del tempo” che è stata ospitata per qualche giorno nel Vicolo di Santo Stefano.


Prima del Premio visita ai tesori del centro storico di Empoli

Visita al Museo della Collegiata di Sant'Andrea e poi alla Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani per i giurati e per alcuni rappresentanti del comitato organizzatore del Premio Pozzale - Luigi Russo di #Empoli. Prima della cerimonia di premiazione al Chiostro degli Agostiniani la storica dell'arte Cristina Gelli ha accompagnato il professor Giovanni Prosperi e gli altri componenti della giuria, tra cui l'ex sindaco di Siena ed ex parlamentare europeo Roberto Barsanti, fra i tesori artistici custoditi nel centro storico della nostra città.


Momento conviviale a cura di Noi da grandi

Prima della cerimonia di consegna del Premio Pozzale - Luigi Russo si è tenuto una cena a buffet all'interno del Chiostro della Collegiata di Sant'Andrea di #Empoli. Si tratta di un classico appuntamento che anticipa la premiazione e che, nelle edizioni precedenti, vedeva i vincitori, la giuria e il comitato organizzatore del premio, ospitati in un locale del centro cittadino. Dall'edizione numero 63 di questo 2015 l'amministrazione comunale, e in particolare il sindaco Brenda Barnini, ha voluto che la cena fosse organizzata dall'associazione Noi da grandi onlus.

Si tratta di un'associazione fondata da genitori di ragazzi e ragazze empolesi con qualche fragilità che, come è stato spiegato dall'assessore alla cultura Eleonora Caponi, si impegna per assicurare un futuro sereno e più autonomo ai propri figli. Una delle attività che sta avendo più successo, sempre più presente anche nelle iniziative del Comune, è quella del catering. La cena è stata apprezzata dai presenti, in particolare dai tre vincitori del Pozzale: Giulio Angioni, Giovanni De Luna e Andrea Nicolotti.


Opere selezionate nell'Edizione 2015

Sulla faccia della terraGiulio Angioni
Sulla faccia della terra
Il Maestrale; Feltrinelli 2015

Recensione
Storia intima della grande guerra. Lettere, diari e memorie di soldati dal fronteQuinto Antonelli
Storia intima della grande guerra. Lettere, diari e memorie di soldati dal fronte
Donzelli, 2014

Recensione
Lo Stato non ha vinto. La camorra oltre i casalesiAntonello Ardituro
Lo Stato non ha vinto. La camorra oltre i casalesi
Laterza, 2015

Recensione
Da una crepaElisa Biagini
Da una crepa
Einaudi 2014

Recensione
Campo dei fiori: storia di un monumento maledettoMassimo Bucciantini
Campo dei fiori: storia di un monumento maledetto
Einaudi 2015

Recensione
Le pietre scartate. Indagine sulle teologhe in ItaliaCarmelina Canta
Le pietre scartate. Indagine sulle teologhe in Italia
Franco Angeli 2014

Recensione
1960Leonardo Colombati
1960
Mondadori 2014

Recensione
La sposaMauro Covacich
La sposa
Bompiani 2014

Recensione
Lavoratori come farfalle, La resa del più forte sindacato d'EuropaGiorgio Cremaschi
Lavoratori come farfalle, La resa del più forte sindacato d'Europa
Jaca Book, 2014

Recensione
La Resistenza perfettaGiovanni De Luna
La Resistenza perfetta
Feltrinelli 2015

Recensione
Storia linguistica dell'Italia repubblicanaTullio De Mauro
Storia linguistica dell'Italia repubblicana
Laterza, 2014

Recensione
Storia (quasi vera) del milite ignotoEmilio Franzina
Storia (quasi vera) del milite ignoto
Donzelli, 2014

Recensione
Guerra santa e santa alleanzaManlio Graziano
Guerra santa e santa alleanza
Il Mulino 2015

Recensione
In altre paroleJhumpa Lahiri
In altre parole
Guanda 2015

Recensione
I bambini pensano grandeFranco Lorenzoni
I bambini pensano grande
Sellerio, 2014

Recensione
Un'idea di libertà. San Vittore '79-Rebibbia '82Alberto Magnaghi
Un'idea di libertà. San Vittore '79-Rebibbia '82
DeriveApprodi, 2014

Recensione
La lingua restaurataValerio Magrelli
La lingua restaurata
Manni 2014

Recensione
L'infinito sotto casa. Letteratura e transculturalità nell'Italia contemporaneaNora Moll
L'infinito sotto casa. Letteratura e transculturalità nell'Italia contemporanea
Pàtron, 2015

Recensione
La guerra italianaMarco Mondini
La guerra italiana
Il Mulino 2014

Recensione
Privati del patrimonioTomaso Montanari
Privati del patrimonio
Einaudi 2015

Recensione
Sindone. Storie e leggende di una reliquia controversaAndrea Nicolotti
Sindone. Storie e leggende di una reliquia controversa
Einaudi 2015

Recensione
Prove di paura. Barbari, marginali, ribelliLivio Pepino
Prove di paura. Barbari, marginali, ribelli
Edizioni Gruppo Abele 2015

Recensione
Non va sempre cosìEvelina Santangelo
Non va sempre così
Einaudi 2015

Recensione
Il lavoro non bastaChiara Saraceno
Il lavoro non basta
Feltrinelli 2015

Recensione
Gridavano e piangevanoRoberto Settembre
Gridavano e piangevano
Einaudi 2014

Recensione
CattiviMaurizio Torchio
Cattivi
Einaudi 2015

Recensione
Al di là del genio femminileBenedetta Selene Zorzi
Al di là del genio femminile
Carocci 2014

Recensione
 

  • Dalle origini al 1961

    Il Premio letterario del Pozzale nacque in una sera d’estate del 1948 nel corso di una riunione di operai e contadini. L’intento era di dare vita ad una manifestazione culturale di coronamento alla tradizionale festa della stampa democratica, manifestazione che segnasse un punto d’incontro fra intellettuali e semplici lavoratori, che fosse dedicata alla vita e alle lotte del lavoro.
    Sergio Gensini

    Dalla sua fondazione fino al 1956 il Premio era riservato ai racconti inediti, pubblicati poi nel volume L'Italia l'è malada: racconti del Premio Pozzale, 1948 – 1955, prefazione di Adriano Seroni, Milano ; Roma : Edizioni Avanti!, 1955.

    Dal 1957 vengono premiate opere prime di saggistica, di narrativa, di poesia.

    Nel 1952 Luigi Russo è chiamato a far parte della giuria e dopo la sua morte, avvenuta nel 1961, il Premio per l'affetto e la partecipazione che il critico aveva dimostrato verso il Premio e la sua gente, viene intitolato a lui divenendo Premio letterario Pozzale Luigi Russo.

  • 1961-1969

    Nel 1961 il Premio viene trasferito nel capoluogo e il Comune ne assume l'egida ascrivendone l'attività al bilancio dell'ente. Interrotto dal 1969 al 1971, nel clima di contestazione che non risparmiava concorsi e Premi letterari, fu riattivato, nel 1972.

  • 1972-1991

    Al 1991 risale l’attuale Statuto che:
    “si propone di promuovere e favorire la ricerca culturale, il libero confronto delle idee, la circolazione e la diffusione della cultura. Nel pieno riconoscimento della pluralità delle espressioni culturali, sociali e istituzionali e nel rispetto dello spirito popolare che è stato alla base della nascita del Premio (e per il quale hanno profuso le migliori energie i suoi promotori e la popolazione tutta di Pozzale), esso premia ogni anno uno o più libri che affrontino, in una delle sue molteplici e infinite forme, la questione della diversità e che richiamino il senso comune al rispetto della complessità dei fenomeni culturali, dei linguaggi, dei comportamenti. La salvaguardia dell'ambiente, la costruzione di una cultura di pace, la comprensione, la difesa, l'estensione dei diritti umani elementari, l'apertura alle differenze e alle marginalità, sono temi attraverso i quali si rinnova, senza snaturarsi, l'istanza originaria di democrazia e di pace del Premio.”

  • Dal 1992

    Contraddistinto per la costante indifferenza alle mode ed alle logiche dell'industria editoriale, il Premio letterario Pozzale Luigi Russo si caratterizza da un lato per una accurata selezione di opere chiamate a concorrere da una prestigiosa giuria di studiosi, dall'altro per la spiccata propensione all'impegno civile, per l'attenzione alle “diversità” dei punti di vista e delle loro espressioni linguistiche e culturali.

  • LA
    NOSTRA
    STORIA !