Il comitato organizzatore del Premio letterario Pozzale Luigi Russo invita i cittadini ad assegnare la menzione speciale Selezione Lettori che sarà consegnata al vincitore in occasione della 67a edizione del Premio Pozzale SABATO 16 novembre 2019.


Francesco Benigno
Terrore e terrorismo (Einaudi 2018)

Claudia Durastanti
La straniera (La nave di Teseo 2019)

Evelina Santangelo
Da un altro mondo (Einaudi 2018)





(*) dati obbligatori

 

IL CIRCOLO DI LETTURA DELLA FUCINI

Volete condividere le vostre impressioni sui libri vincitori del Premio Pozzale-Luigi Russo 2019?
La Fucini, insieme al Comitato organizzatore del Premio Pozzale e all'Associazione “Amici della Biblioteca Comunale Renato Fucini” vi invitano a partecipare al Gruppo di lettura sui libri vincitori della 67. edizione del Premio.
Per informazioni e prenotazioni vi potete rivolgere alla Biblioteca comunale "Renato Fucini" di Empoli (Via dei Neri, 15).
Tel. 0571 757840
E-mail: biblioteca@comune.empoli.fi.it


Le recensioni della Giuria Popolare

Recensione di: alice.
Inserita il: 08/11/2019 12:37:29


E' un libro che intreccia spiritualità ed attualità. Un libro di alto valore civico, di cui c'era bisogno. Leggerlo è stato un piacere

Recensione di: Alessia.
Inserita il: 08/11/2019 09:52:54


Bellissimo nella sua diversità così vera e vittoriosa ! Sembra travolgerti e provi insofferenza ma poi capisci che non poteva che essere così ...solo unicamente " straniera".

Recensione di: Michela.
Inserita il: 04/11/2019 22:28:32


Tratta una storia semplice ma allo stesso tempo tormentata. Estraniante e molto riconoscibile per ciascuno di noi. Indaga introspettivamente i personaggi nel modo migliore possibile. Mi piacerebbe lo avessi scritto io, è un libro bellissimo e davvero ben scritto. Ricostruzione di un'intera identità con pezzi di memoria che è presenza e per sua stessa natura assenza. Un libro difficile da digerire ma necessario da masticare. Docile nella forma ma aggressivo e selvaggio nell'intento, sfiora la prosa di una narrazione personalissima di ricongiungimento con tutti i se di cui può esser fatto un individuo che sa bene dove inizia ma scorda troppo spesso dove finisce.

Recensione di: Brunella.
Inserita il: 02/11/2019 11:22:44


Ho cominciato a leggere "da un altro mondo" e dopo una decina di pagine non avevo capito nulla, non ero entrata nel testo e mi sembrava sconclusionato. Ho continuato a leggere e dopo altre pagine ho capito l'argomento ma ancora il libro non mi prendeva. Sono dovuta arrivare a piu che metà per leggere con passione però a quel punto ero lKarolina che non sa dove sia il figlio, ero in pena per Khaled che aveva la sua missione da compiere in mezzo alla cattivera, ignoranza e disinteresse della gente. Alla fine mi è piaciuto perché ti tocca il cuore, è crudo e crudele e tocca argomenti importanti. Troppi forse: Si va dagli sbarchi dei migranti ai terroristi al razzismo ed è tutto mostrato con flash da un argomento all'altro , da un luogo all'altro, da un personaggio alll'altro. Tre personaggi per tre argomenti che si caratterizzano forse troppo lentamente e in mezzo a questo i bambini che appaiono e scompaiono che io non so dove collocare. La paura è il comun denominatore del libro : Karolina ha paura di scoprire che suo figlio sia un terrorista; Khaled ha paura di non riuscire a riportare a casa il fratellino; Orso ha paura dei suoi sentimenti . Nonostante sia stato un po' faticoso all'inizio, sono arrivata in fondo con tante riflessioni in piu' da fare, con tanta tristezza nel cuore per la realta del libro che ti si avvinghia addosso.e ti si mostra spitata. Una realta che purtroppo cerchiamo di lasciare sempre dietro le nostre spalle per vivere con leggerezza. Quindi si io credo che sia un libro da dover leggere , che lascia un segno indelebile.

Recensione di: Margherita .
Inserita il: 31/10/2019 00:01:32


Strutturato come le voci di un oroscopo, raccontato attraverso un lessico famigliare rotto dal silenzio di una guerra di voci assenti, ricostruito con pezzi di memorie sparse per ricomporre la moltitudine di un'esistenza a pezzi da restituire ad un unico corpo. Intanto vagare alla ricerca di un approdo in mezzo una maiolica di radici; sentirsi appartenere ad ognuna, tuttavia estranea a tutte. "La Straniera" di Claudia Durastanti è il libro degli occhi che rivivono gli anni dell'infanzia, il ritorno dall'America , il trasferimento in Basilicata, il riflesso di sé in centinaia di specchi. Rivedersi estranea a quell'evasione, nel sud del mondo, e riscoprirsi costola di quella periferia visionaria, anarchica e magica, ma solo dopo averla lasciata. Ripartire con una valigia carica di determinazione per farcela in un mondo di sofisticate apparenze, nonostante il sospetto d'esser in fondo, solo un animale domestico con addosso ancora l'odore di quella povertà che hanno i diversi e che, nonostante le bugie, i mascheramenti e la teatralità degli atteggiamenti, avere la taciuta certezza che il corpo non sa mentire e presto o tardi potrà tradire, svelando ogni mancanza. Tornare quindi al principio e a quella lingua rotta, a quei genitori tanto appariscenti da non aver bisogno di parlare, o almeno questo è quello hanno voluto far credere, esibendo una forza che hanno solo potuto dimostrare senza poterla urlare, come fanno i normali. Suoni di voci rubate di una diversità che dialoga attraverso un alfabeto inventato, una lingua di contrabbando che è diventata a sua volta quotidiana normalità. E ancora sentirsi diversi e quindi tornare a viaggiare, come una spora in costante mutazione senza voler scegliere, senza preferire al resto, senza il 'preferisco e resto'. Ricostruire l'identità attraverso la nostalgia e la memoria, forse occhi nuovi per cercare la definizione perfetta di sé restando al confine di ogni contesto che non possiede contorni certi. Vagare quindi, alla ricerca di un approdo senza porto. Ricomporre i pezzi di una storia d'eccezionale normalità e di una esistenza in perenne sfumatura, e alla fine forse decidere di restare così, unica e ancora per un po' La Straniera.

Recensione di: Sonia.
Inserita il: 28/10/2019 22:42:26


Questo romanzo mi è piaciuto perché la scrittrice è riuscita, con grande potere narrativo, ad affrontare le tematiche urgenti del nostro presente, ambientandole in un futuro prossimo, anzi molto prossimo (2020), sottolineando così la loro minaccia incombente. È riuscita a intrecciare il racconto dei vivi e dei morti, uniti da uno stesso dolore. È riuscita a raccontare la Storia attraverso i protagonisti facendola diventare la storia della loro vita, tracciando pagine di grande letteratura.

Recensione di: Antonella.
Inserita il: 22/10/2019 10:09:04


E' un testo veramente interessante, scritto in modo chiaro e comprensibile, benché vengano utilizzati termini specifici legati al tema trattato. Fa capire fatti ed eventi studiati nei libri di storia e quelli di cui molte persone sono state testimoni nella seconda metà dello scorso secolo. Mostra come tutti gli avvenimenti siano collegati; ciò che accade in Italia può dipendere da quello che viene deciso in altri stati, anche fuori dall'Europa. L'autore sottolinea la continuità del terrorismo dal momento in cui ne inizia l'analisi, cioè dalla Rivoluzione francese, e sostiene che terrore e terrorismo siano due facce della stessa medaglia. Ci aiuta a comprendere la causa di alcuni fatti, ad esempio come venne architettata l'invasione della Polonia da parte di Hitler,oppure l'attentato al Papa. Spiega inoltre il significato di alcune espressioni per chiarire il concetto che ne è alla base, come "compromesso storico", ed evidenzia l'importanza della psicologia sociale al fine di terrorizzare la popolazione. "Terrore e terrorismo" è un libro completo ma, nello stesso tempo, suggerisce numerosi spunti per approfondire gli argomenti trattati, osservandoli con una prospettiva più ampia, senza condizionamenti e, soprattutto, tenendo conto del punto di vista di tutti i soggetti interessati.

Recensione di: Carla.
Inserita il: 28/09/2019 21:37:45


Avevo creduto fosse un libro di fantasia e quando ho letto le note è stato come ricevere un pugno allo stomaco perché l'autrice si è ispirata a avvenimenti reali. Si parla di migranti, di fanciullezza offesa, di una madre alla ricerca del figlio scomparso di un uomo di legge che sceglie una legge superiore, di un vecchio isolato dal mondo che nasconde una grande tenerezza. Tante storie complesse di un'umanità dolente si intrecciano fino a un finale potente e tremendo in cui tutti i fili si dipanano. Un trolley rosso è il filo conduttore del racconto. Un libro bellissimo.

Recensione di: Barbara.
Inserita il: 28/09/2019 16:37:49


Sentirsi sordi in un mondo di udenti, sentirsi stranieri in una città non nostra. Almeno una volta nella vita ci troviamo di fronte a una prova: se reprimere questa sensazione di inadeguatezza mina l'equilibrio, ignorarla diventa impossibile. Ci ritroviamo ad adottare piccoli stratagemmi per non avvertire quella sgradevole sensazione di inferiorità, che sia fisica, psicologica, economica o territoriale. Claudia Durastanti ha percepito con sensibilità letteraria questa tematica oggi più che mai attuale, poiché ognuno in fondo si sente straniero rispetto a qualcos'altro. E non dovrebbe dimenticarlo quando si erge a giudice.

Recensione di: Teresa .
Inserita il: 19/09/2019 14:02:31


Non dà nulla per scontato, smonta gradualmente e senza prepotenza i nostri pregiudizi. L'incedere di ogni pagina ci ricorda che senza lo sguardo del gambero diventiamo presuntuosi affogati nel presente.

Recensione di: Maria.
Inserita il: 12/09/2019 11:57:42


Tre storie di uomini e donne i cui destini sono soltanto apparentemente separati. Bruxelles. Una donna, una madre, Karolina, che da quando suo figlio Andreas è misteriosamente scomparso non riesce a darsi pace tanto che pur di ritrovarlo inizia una ricerca che la conduce nei luoghi più bui e estremisti dacché soltanto accettando quella violenza, quel mondo jihadista che il giovane ha abbracciato, potrà ritrovarlo. Khaled, adolescente originario di Aleppo, arrivato in Europa con il fratello Nadir per fuggire alla miseria e con la falsa promessa di un lavoro che di fatto non è altro che sfruttamento, che cela ancora odio, che cela ancora discrimine, che cela ancora soprusi, brutalità, morte, viaggia da nord a sud; deve raggiungere la Sicilia. Ma dov’è finito quel fratello di cui tanto parla? Cosa ne è stato di lui? Perché è solo e perché ha quale unica compagnia il suo trolley rosso? Perché vuol a tutti i costi arrivare a Palermo? E poi ci sono loro, i “bambini viventi” in quel della Pianura Padana, con le sue ombre, con la sua nebbia, con quei fantasmi che odorano di morte in quella quotidianità scolastica. Ed ancora, suggestioni, solitudini, Orso che vive con il cane Lupo, la folle veemenza e aggressività degli skhinead che si accaniscono con i rom colorando di rosso i cieli, un rosso dettato dalle fiamme che si irradiano verso l’alto. Questi sono i protagonisti, gli ingredienti che costituiscono “Da un altro mondo”. Tre storie apparentemente incanalate su binari paralleli destinati a non incontrarsi mai ed invece accomunate da un unico denominatore comune che le porta ad intrecciarsi inesorabilmente tra loro: la miseria. Una miseria radicata, invincibile, che corrode, che genera odio, che è sfruttata per manipolare e alimentare il male e per celare, ancora, debolezze, paure, fragilità. Non è semplice la lettura di questo romanzo a firma Evelina Santangelo. Non è semplice perché seppur sia ambientato in un futuro prossimo, il 2020, è caratterizzato dalla capacità unica di delineare la precarietà in cui ciascun individuo vive, con cui ciascun individuo è chiamato a fare i conti in quella che la nostra attuale realtà. Equilibri che si spezzano, schemi che vanno in frantumi, certezze che vengono meno, cadute su cadute. La sua difficoltà è dettata, ancora, dall’inerzia, dall’umanità inerme, dall’indolenza di quel genere umano che per quanto si osservi allo specchio, sembra sempre più incline a volgere verso l’autodistruzione, verso la morte. Un decesso lento, inesorabile, preceduto dal decadimento fisico e morale, dalla malinconia, da quella speranza che viene meno e non lascia posto ad alcuna possibilità di rivalsa. A cornice di uno scenario duro, rude, crudo e di una trama solida e ricca di contenuti e spunti di riflessione si aggiunge uno stile narrativo preciso, minuzioso, chiaro e privo di fronzoli. Una perfetta fotografia della realtà odierna, un testo che mira a toccare le corde più intime e che invita chi legge ad auto-interrogarsi. Un elaborato che sinceramente lascia il segno.

Recensione di: Serena.
Inserita il: 21/08/2019 23:42:40


La storia è molto interessante e cruda. Una biografia che ti affascina da subito. Ed è scritto in modo semplice. Diretto e coinvolgente

Recensione di: Silviia.
Inserita il: 21/08/2019 18:49:00


Argomento 'attuale" ,buona analisi dei sentimenti.

Recensione di: Laura.
Inserita il: 26/07/2019 12:40:39


Mi è piaciuto La straniera di Claudia Durastanti per lo stile quasi scoppiettante e per l'analisi dei sentimenti molto approfondita. C'è molta vita e molta tenerezza! È un libro che all'inizio sconcerta ,in seguito affascina e coinvolge.